martedì, settembre 01, 2009
Rifugio degli angeli_Rutor_29-30agosto2009

" Grazie montagna per avermi dato lezioni di vita,
perché faticando ho imparato a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato ad apprezzare un sorso d’acqua fresca,
perché stanco mi sono fermato
e ho potuto ammirare la meraviglia di un fiore,
la libertà di un volo di uccelli,
respirare il profumo della semplicità,
perché solo,immerso nel tuo silenzio,mi sono visto allo specchio
e spaventato ho ammesso il mio bisogno di verità
e amore, perché soffrendo ho assaporato la gioia
della vetta percependo che le cose vere,quelle che portano alla felicità,
si ottengono solo con fatica,
e chi non sa soffrire
mai potrà capire. "
( Battistino Bonali )
 
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Monte Pravello-Monte S.Goirgio_22agosto2009

" Non conquisti mai la montagna, ma soltanto te stesso "
 
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Grotta Remeron_15agosto2009



 
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Perseiadi_12agosto2009

 
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Zucca sull'albero e nella siepe



 
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Luna_Congiunzione Luna-Giove_6agosto2009

" Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli? "
( Canto notturno di un pastore errante dell'Asia_ Leopardi )
 
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Tre croci _ 4agosto2009

" E mi piace la notte ascoltare le stelle, sono come cinquecento milioni di sonagli "
( il piccolo principe )
 
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Forte d'Orino 2agosto2009


"La felicità?" disse il bell'uccello e rise con il suo becco dorato,
"la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli".
( Hermann Hesse )
 
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domenica, marzo 08, 2009
maybe

* Giugno *

 
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sabato, marzo 07, 2009
dicembre2088_gennaio_febbraio2009

"La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte".

(Guido Rey _ 21 luglio 2006 _ Caviola)

... ritrovando il coraggio di proseguire ...

 
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domenica, novembre 16, 2008
Mexico

  • Rud, che e' l'unico a non aver bevuto, sembra il piu' fattone di tutti .... perche' ????? :o)
  • Cate vince il premio: sono vestito come una melanzana e me ne vanto! :o)
  • Clap clap all'ospite d'onore della serata! :o)
  • Cerca l'intruso ... ( si' si' hai indovinato!!! ) :o)
 
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sabato, ottobre 11, 2008
ritornare da stranieri
"Caro amico e cara amica che in questa estate ci hai visitato,
questa lettera ti giunge sicuramente un po’ in ritardo.
Non solo perché il tempo a Gighessa va un po’ più lentamente,
non solo perché per spedire la mail bisogna andare a Shashemane,
non solo perché mentre si scende con l’auto
si trova sempre qualcuno a cui dare un passaggio,
non solo perché la strada non siamo ancora riusciti ad aggiustarla,
ma soprattutto perché questa lettera
avresti dovuto leggerla prima di partire.
Era una specie di avvertimento preventivo.
Adesso ormai è fatta, è troppo tardi,
ma almeno potrà aiutarti a capire quello che ti è capitato
e che ti capiterà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.

Sei partito o sei partita per l’Etiopia.
Non tu da solo o da sola.
Con te è partito un mondo intero.
Tutti gli amici e le amiche che ti hanno affidato qualcosa
e che sono fieri di essere stati un po’ partecipi del tuo viaggio.
I compagni di lavoro che hanno accettato di adattare le loro ferie al tuo viaggio.
Tutti quelli che ti hanno dato qualche consiglio o raccomandazione.
Ma non solo questi.
Anche tutti quelli che erano contrari, che ti hanno sconsigliato,
che erano in ansia per la tua partenza,
anche loro sono partiti con te.
Anche quelli che ti dicono che sarebbe ora che i negri si arrangiassero a casa loro.
Anche quelli che vorrebbero ingenuamente costruire muri tra un popolo e l’altro.
Anche questi sono venuti con te,
perché in fondo tu sei frutto di tutto questo,
in bene e in male
per accettazione o per contrapposizione
se sei venuto e se sei venuta è anche grazie a loro e quindi insieme con loro.

Qui hai incontrato un altro mondo.
Tante cose le sapevi già, avevi sentito tanti racconti o visto tante foto.
Sapevi che esiste la povertà, ma qui hai incontrato quelli che non hanno niente,
non solo per il domani, ma anche per l’oggi.
Sapevi che esiste la lebbra, ma non avevi mai dato la mano ad un lebbroso.
Sapevi che ci sono tante lingue, ma non eri mai stato così tanto tempo
in mezzo a gente di cui non capisci nulla quando parlano.
Sapevi che esiste l’ingera, ma non ne avevi mai sentito il sapore.
Sapevi che qui è difficile lavarsi, ma non avevi mai sentito l’odore dei malati.
Qualche volta non hai resistito e hai chiuso gli occhi,
ma quando li hai riaperti tutto era ancora lì.

Non è un sogno, è un mondo.
Non è nel passato, è a sei ore di volo da casa tua.
Tutto questo hai incontrato, ed è accaduta una cosa strana.
Forse senza volerlo, senza pensarci, o forse per scelta
Hai lasciato che questo mondo entrasse dentro di te.
Non ha chiesto “permesso”, non ha fatto tanto rumore.
E’ sembrata una cosa naturale, non ha forzato un ingresso.
Però quando è successo te ne sei accorto.
Quella sera quando sei andato a dormire e hai sentito l’ululato delle iene,
ti è sembrata una cosa normale.
Quando il bambino con le manine luride ti ha preso per la maglietta,
non ti ha dato fastidio come prima.
Quel mondo non era più al di fuori,
attraverso le cose che hai sentito, gustato, visto e toccato
quel mondo è entrato dentro di te.
Per sempre.

Adesso sei tornato e sei tornata a casa.
O almeno così pensavi.
Sei di nuovo a casa, ma non da solo o da sola.
Quel mondo che hai incontrato è venuto con te.
Non è rimasto in aeroporto.
Non è bastata la prima notte di nuovo nel tuo letto o la prima serata con gli amici.
Quel mondo è rimasto dentro di te e ci rimarrà.
Niente di strano, dirai, ma non è così semplice.
Da ora in poi anche quello è il tuo mondo.
Così, le uscite con gli amici non hanno più lo stesso sapore.
Così, quando il telegiornale ripete le solite cose, ti chiedi: “tutto qui?”
Così, quando incroci un fratello di colore per la strada,
tendi l’orecchio e ti chiedi: “che lingua parla? da quale mondo verrà?”
Così, quando chiudi la porta la sera, non potrai più lasciare fuori tutto il resto del mondo.
In una parola, sei diventato un po’ straniero anche quando sei a casa.
Non c’è più un mondo che ti esaurisce, in cui ti ritrovi fino in fondo.
Dentro di te ce ne è sempre anche un altro, che ti ricorda
Che non per tutti è scontato cenare prima di andare a dormire
Che non tutti si salutano allo stesso modo
Che non tutti domattina potranno alzarsi.
Sei stato da straniero in Etiopia
E da ora in poi vivrai un po’ da straniero anche a casa tua.

Non succede così a tutti.
C’è gente che colleziona viaggi in paesi lontanissimi
Ma in realtà non si muove mai da casa sua.
Non è sufficiente il biglietto dell’aereo
Non è sufficiente entrare in un altro mondo
Occorre essere disposti a lasciare che un nuovo mondo
Entri a far parte di te.
E così ti ritroverai ad essere sempre un po’ straniero.

Se può consolarti, sei in buona compagnia.
Non solo perché tante altre persone, per scelta o per necessità, vivono da stranieri.
Sei in compagnia di Colui che per essere vicino a noi
e farci capire la nostra vera condizione, si è fatto lui stesso straniero.
A Gerusalemme lo chiamavano “il Galileo”, in Samaria “il Giudeo”.
Da Nazaret lo hanno cacciato perché non si comportava da buon concittadino.
I Geraseni lo hanno pregato di tornarsene da dove era venuto.
A Pilato ha detto chiaramente che il suo regno non era di questo mondo.
Portava in sé la nostalgia di un altro mondo, di un altro modo di vivere.
Per questo era capace di relativizzare la sicurezza dei farisei,
la tranquillità dei ricchi, la disperazione degli sconfitti.
Ci ha rivelato che essere stranieri è la nostra condizione più vera
Che non sentirci mai del tutto a casa non è un disagio mentale
Ma la verità del nostro destino in questa esistenza
Che non è mai esaurito da dove siamo oggi o domani.

Ti auguriamo che ciò che da straniero hai vissuto in Etiopia
E ciò che da straniero in patria stai vivendo oggi
Ti aiuti a riconoscere in te quella sete inesauribile di vita
Che solo in Gesù Cristo, il vero Straniero, trova la sua vera patria.

Buon viaggio sulle strade del mondo
Che da oggi in poi ti sarà un po’ meno straniero."
Don Matteo
 
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mercoledì, settembre 10, 2008
La mia Africa_Etiopia [ 2-22 agosto 2008]
(Foto scattate dalla Vale)


IL TEMPO

"L'europeo e l'africano hanno un'idea del tempo completamente diversa,lo concepiscono e vi si rapportano in modo opposto.Nel concetto europeo il tempo esiste obiettivamente,indipendentemente dall'uomo,al di fuori di esso,ed e' dotato di qualita' misurabili e lineari.Secondo Newton il tempo e' assoluto:"Il tempo assoluto,vero,matematico scorre in se' e per se' in virtu' della sua stessa natura,uniformemente e senza dipendere da alcun fattore esterno".L'europeo si sente schiavo del tempo,ne e' condizionato,e' il suo suddito in tutto e per tutto.Per esistere e funzionare deve osservare le sue ferree e inamovibili leggi,i suoi rigidi principi e le sue regole.Deve rispettare date,scadenze,giorni e orari.Si muove solo negli ingranaggi del tempo,senza i quali non puo' esistere.Tra l'uomo e il tempo esiste un conflitto insolubile che si conclude inevitabilmente con la sconfitta dell'uomo:il tempo annienta l'uomo. "

"Gli africani autoctoni,invece,intendono il tempo in modo completamente opposto.Per loro si tratta di una categoria molto piu' flessibile,aperta,elastica,soggettiva.E' l'uomo che influisce sulla forma del tempo,sul suo corso e ritmo.Il tempo e' addirittura qualcosa che l'uomo puo' creare : infatti l'esistenza del tempo si manifesta attraverso gli eventi,e che un evento abbia luogo oppure no dipende dall'uomo.Il tempo si manifesta per effetto del nostro agire:se cessiamo la nostra azione o addirittura non l'intraprendiamo,esso sparisce.Il tempo e' un'entita' inerte,passiva e soprattutto condizionata dall'uomo.
L'esatto contrario del modo di pensare europeo."
(Ebano_Ryszard Kapuscinski)

Per questo non ha senso chiedere:
"A che ora parte il pulmann per Awasa?" la risposta e':
"quando tutti i posti saranno occupati!"
[ parola d'ordine:"TOMORROW"]


"Questa gente ha una capacita' di aspettare assolutamente incredibile"
(Ebano)

UNITA' SPIRITUALE

"...la caratteristica di questa civilta' che piu' colpisce,e cioe' la sua temporaneita',la provvisorieta',la mancanza di continuita' materiale.La capanna di fango costruita ieri oggi non c'e' piu'.I campi,tre mesi fa coltivati,oggi giacciono incolti.L'unica continuita' che perdura,mantenendo unite le singole comunita',e' la continuita' delle tradizioni razziali e rituali,il culto profondamente sentito degli antenati.Per cui,piu' che da una comunione materiale o territoriale ,l'africano e' unito ai suoi simili dalla comunione spirituale."
(Ebano)

ARRIVO AD ADDIS ABABA

"Mi addentro tra capanne di lamiera"
(Vado verso il capo_Sergio Ramazzotti)

LA STRADA ADDIS ABABA-GAMBO

"Incontriamo il camion:e' uscito di strada e si e' capovolto su un fianco a trecento km dalla capitale.Il carico si e' rovesciato sull'erba.I passeggeri si sbracciano quando ci vedono.Qualcuno ha il volto insanguinato"
(Vado verso il capo)

250 km A SUD DI ADDIS ABABA

"... e' un vasto altopiano solcato da valli e dirupi.Durante la stagione delle piogge in questi profondi burroni scorrono fiumi rapidi e tempestosi.Al di sopra dell'altopiano svettano qua e la' montagna alte tre mila metri.Sono montagne di roccia erosa,color del bronzo e del rame,dalle cime cosi' lisce e piatte che potrebbero servire da aereoporti naturali.
...i monti sono verdi, altissimi,stupendi.Ovunque un silenzio profondo.Ma basta fermarsi,sedersi sul ciglio della strada e mettersi in ascolto per avvertire in lontananza delle voci acute e monotone.Sono i canti dei bambini sui pendii circostanti,bambini che raccolgono frasche,sorvegliano le mandrie,tagliano erba per le bestie.
Meta' della popolazione africana e' ancora al di sotto dei quindici anni.Tutti gli eserciti sono pieni di bambini,nei campi profughi la maggioranza e' composta di bambini,nei campi lavorano bambini,al mercato commerciano i bambini.A casa e' al bambino che tocca il ruolo piu' importante,la responsabilita' di procurare l'acqua.
...ed ecco arrivare la tanica di plastica .Miracolo!Rivoluzione!Prima di tutto e' relativamente economica,ma l'essenziale e' la sua leggerezza.Inoltre ce ne sono di tutte le misure per cui anche il bimbo piccolo puo' portare a casa qualche litro."
(Ebano)

GITA ALLE (CHOCOLATE) WATERFALLS

"Ci arrampichiamo sulla sponda aggrappandoci alle radici e infilando le unghie nel terreno molle"
(Vado verso il capo)
...sotto lo sguardo vigile dei babbuini e delle scimmiepuzzola...

"Inghiottito dalla vegetazione fittissima,scosso dall'urlo puro e primordiale del fiume,nel punto esatto dove nasce l'arcobaleno"
(Vado verso il capo)

SHASHAMANE

"Eccomi di nuovo in una incisione di Dore' per l'Inferno di DAnte,colorata da VAn GOGh e con l'aggiunta di prorompenti effetti sonori e olfattivi:autobus inventati saldano capanne di ferro e file di sedili sui cassoni di camion,taxi colmi di teste al punto da scoppiare.E poi decine di banchetti di legno piantati sulla terra rossa.Tutti urlano."
(Vado verso il capo)

NEGELLE

"L'autista si e' lanciato a sessanta km l'ora (il nostro autista ... 90 km l'ora) su una strada che un pilota da rally apprezzerebbe come palestra,e quando le ruote incontrano una buca le teste dei passeggeri sbattono dolorosamente sul soffitto,sui finestrini e contro altre teste.LA pista si fa largo a fatica tra gli alberi di una foresta verde smeraldo.Antichi ponti di legno,piegati sotto il peso del traffico quotidiano,superano fossi e acquitrini."
(Vado verso il capo)

IL PERIODO DELLE GRANDI PIOGGE

"...a meta' strada veniamo sorpresi da un acquazzone di violenza inaudita.Le grosse gocce d'acqua si abbattono su di noi come meteore e in un minuto siamo completamente inzuppati."
(Vado verso il capo)

GAMBO RURAL HOSPITAL

"Ci sono donne che vagano a piedi nudi su e giu' per il corridoio stropicciandosi gli occhi,bambini e bambine con il sesso orgogliosamente esposto all'aria fresca del mattino e uomini dall'aria indolente.L'odore di umanita' e' pungente"
(Vado verso il capo)

LA STRADA PER ALAMGANA

"Insieme a insetti dalle antenne smisurate,vermi pelosi e falene sconvolte che volano all'impazzata...ho la sensazione di infilarmi sempre piu' profondamente dentro le viscere del mondo"
(Vado verso il capo)

INJERA

"Mi fermo a meditare sul modo di mangiare africano.Mani al posto delle posate.MAni che si tuffano nel cibo,si infilano in bocca,vengono pulite accuratamente dito per dito dalle labbra e tornano lustre a tuffarsi nel cibo che e' proprieta' comune,intrecciandosi con altre mani.Un rituale che sfama rendendo fratelli gli sconosciuti."
(Vado verso il capo)

ADDIS ABABA-MILANO

"Un aereo mi portera' a Milano in una manciata di ore,e qualcuno mi servira' del vino ghiacciato mentre sotto le nostre ali indifferenti scorreranno le colline,le giungle,i fiumi i laghi,le savane i leoni,i serpenti i ragni,i coccodrille,i palazzi dei dittatori,le chiese,le capanne,le moschee e le missioni,i tamburi,le guerre."
(Vado verso il capo)


Special thanks to:
La missione di Gambo (missionari della consolata)
Gambo rural hospital
Il villaggio dei lebbrosi
Abba Renzo
Abba Gabriel
Abba Lejandro
Le Sister
Gabriella
Francisco
Jona
Abdul
Vale
Lele
Alessia
Elisa
"Mi sta salendo la scimmia" e consorte
Rucio
Jonas
Edurne
Carmen
Pepe
Caterina
Cristin
Laura
La dottoressa di Awasa
Corrado
Gamacisa
Branu
Bisu
Luigi
Ghiandino
Ramato'
James
Peter
Getu
e tutti gli altri ragazzi dai nomi impronunciabili,che non ci lasciavano mai soli
Tutti i bambini,soprattutto quelli ricoverati in ospedale e i loro sorrisi
Gli zebegna'
La pioggia
I babbuini
Gli Hyppos
I mezzi di trasporto
...

 
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sabato, luglio 12, 2008
etiopia






Altri due passi verso il continente africano :
  • Passaporto
  • Vaccinazioni : antiepatite A, antitifo, antifebbregialla
 
posted by ilaria at 6:12 AM | Permalink | 3 comments